Giocando a…

Succede a volte che i pensieri si annodano. Succede anche ai bambini. A volte si celano nel movimento e a volte attraverso di esso, i nodi si sciolgono.

Così stasera ad un certo punto ho detto a mio figlio: “Dai, facciamoci una passeggiata in bicicletta”. Così ci siamo sdraiati sul divano con i piedi dell’uno appoggiati a quelli dell’altro.

“Ora non resta che goderci il paesaggio”  ho aggiunto.

Si parte

“Cosa vedi?” gli domando .

“Mamma, niente”.

Lo esorto a guardare meglio.

“Io vedo il mare. Guarda, la pista ciclabile entra in una galleria”.

A questo punto lui si alza e spegne la luce nella stanza. Poi, torna a sdraiarsi.

“Che bello! Andiamo avanti, dobbiamo raggiungere il rifugio prima di notte. – aggiungo – Sai che tanto tempo fa passava un treno sotto questa galleria.”

“Ah!” dice.

Salite e discese

Inizia la salita (e noi cambiamo pedalata) e improvvisamente, poi, la discesa (ricambiamo la pedalata). Poi, di nuovo in salita.

“Aspetta c’è un lupo che vuole attraversare la strada” dico. Ci fermiamo. Lui si aggrappa a me. Non si sa mai!

“Ci sono io con te, tranquillo. – continuo- Dai, è passato, rimettiamoci a pedalare”.

“Mamma, fai ciao allo scoiattolo”.

Fatto.

Riprendiamo a pedalare tra salite, discese e poi dinuovo in piano. Rallentiamo fino all’arrivo. Intanto, sentiamo un lupo ululare. Si riaggrappa. Poi, mi dice: “Andiamo a vedere da dove arriva questo ululato”. In una caverna (la cucina) troviamo il papà che si finge lupo. Ci avviciniamo, ci lasciamo annusare, lo accarezziamo. Poi, continuiamo a giocare.

Arriva l’ora di cena. A tavola il nostro ometto ci dice che a scuola ha paura di aver perso uno dei suoi migliori amici. Oggi per scherzare gli ha dato un soprannome e tutti hanno riso. All’amico non è piaciuto. Spieghiamo a nostro figlio l’accaduto con un punto di vista più razionale e attento alle emozioni dell’altro. Lo rassicuriamo.

“Domani potrai rimediare con una parola o un gesto gentile, per chiedergli scusa, per recuperare. Lui capirà” gli diciamo.

“A lui piacciono i marshmallow”.

“Non ne abbiamo ma abbiamo delle caramelle. Puoi portarle a scuola e mangiarle con lui e tutti i tuoi compagni e le maestre”.

Sorride. Lo sguardo è leggero. Quella pedalata è stata davvero preziosa.

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