Andata e ritorno

Su mamma prendimi in braccio negli ultimi 12 mesi ha viaggiato, si è fatto conoscere ed io ho vissuto tante nuove e belle esperienze. Ho atteso un po’ per raccontare quanta emozione ho provato ogni volta e quanto ho portato via con me da ogni appuntamento. Tante sono state le riflessioni, tanto il calore delle persone e la gioia di sapere, in questi mesi, che il libro piace, fa emozionare ed è utile, sia alle coppie che si stanno avvicinando all’adozione, sia a quelle in attesa, che a quelle che hanno già adottato.

In viaggio

Sorridendo, ho sempre pensato a questo viaggio come ad un tour in giro per l’Italia, narrando la mia, la nostra storia e testimoniando sulla bellezza dell’adozione. Sono partita da Aosta, invitata da A.g.a.pe, proseguendo nella mia città, Torino e in altre zone del Piemonte, arrivando poi da Genitori si diventa a Messina e Palermo, risalendo a Roma e Latina e, poi, Monza ( e chissà dove ancora…).

Prima di portarti con me in questo straordinario viaggio, faccio un passo indietro nel caso tu non abbia ancora letto Su mamma, prendimi in braccio, Collana Genitori si diventa, Edizioni ETS. Te lo riassumo con le parole con cui viene presentato online dall’Associazione Genitori si diventa:

É la storia di una famiglia, da quando ha scoperto di non poter avere figli di pancia a quando ha aperto le braccia all’adozione, cullando giorno dopo giorno il suo desiderio dentro al cuore. É il diario di un’adozione nazionale dalle radici oltre confine, in cui una famiglia e un bambino nato figlio si adottano e continuano a conoscersi e riconoscersi giorno dopo giorno; è un cammino in cui l’amore si coniuga alla continua scoperta di come lo stare in contatto con i propri figli sia la vera risorsa per la costruzione di un solido legame.

Non è solo una storia di adozione nazionale. Infatti, il libro è arricchito dalle schede intervista agli psicologi, Mariangela Corrias e Francesco Marchianò e dalle due appendici, quella legale, curata dall’Avvocato Heidi Heilegger, con l’inquadramento giuridico dell’adozione nazionale e quella narrativa, con i consigli di lettura per genitori e figli, a cura delle Galline volanti.

Prima di partire

La sera prima è mia abitudine fermarmi a raccogliere le idee e segnare i brani da leggere durante la presentazione. Diciamo una sorta di canovaccio, a volte con un’elenco puntato, a volte una mappa mentale o qualche riga per mettere ordine tra i pensieri. Solo quando lo metto in borsa, sento davvero di essere pronta a partire.

Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.

Luis Sepúlveda

Strada facendo

Raccontare la mia esperienza davanti al pubblico è stato significativo, perché ogni occasione è stata un’opportunità per ripensare e rivivere quel tempo narrato, quello in cui abbiamo atteso nostro figlio, l’incontro e i giorni a venire. Non solo, mentre il presente scorreva, sentivo alcuni pensieri trasformarsi, frutto della rielaborazione e della maturazione di una nuova consapevolezza sempre più forte, quella di appartenersi da sempre e di crescere insieme nel cerchio della vita.

Le suggestioni

La vera bellezza sono stati gli incontri e i reincontri. Ho conosciuto persone, mi sono raccontata loro e loro hanno affidato a me un pezzetto della loro esperienza. Ci siamo confrontati su aspetti delicati, come la narrazione di sé e dell’adozione, prima e dopo, l’arrivo del figlio, le domande sulla sua storia, il rischio giuridico, la burocrazia che talvolta rallenta per problemi di riorganizzazione delle istituzioni e molto altro. Ho ascoltato tante storie, di adozione nazionale e internazionale, di famiglie allargate nate con l’adozione di più fratelli, collocati in nuclei famigliari diversi e altre, insieme, da ormai molti anni, con la loro esperienza. Tante, anche, le coppie in attesa e quelle in avvicinamento, che “sondano” il terreno per capire se se la sentono davvero, che non sanno cosa aspettarsi e brancolano nel buio, cercando un po’ di sicurezza e di luce su quella via.

In particolare…

Porto con me alcune suggestioni, per esempio, l’apparente paradosso tra il grande movimento di pensieri che c’è prima dell’incontro con il proprio figlio e il momento in cui si diventa genitori all’improvviso ( così come ho titolato un capitolo del libro), in cui si smette di pensare perché completamente risucchiati da un vortice di emozioni così potente, che quasi azzera quel prima, a volte lungo e complesso. É una sensazione comune, una di quelle che tutti raccontano come un senso di stordimento che non fa capire nulla. E quando a raccontarlo in platea è una coppia che l’indomani conoscerà la propria figlia, beh “quanto amore nell’aria“. Emozione, magia e occhioni lucidi! È successo alla presentazione di Monza, dove ero accompagnata dalla dott.ssa Corrias e dall’Avvocato Heilegger, entrambe autrici di due sezioni del libro. A quell’incontro hanno partecipato molte coppie in fase pre adozione, molte delle quali si radunano una volta al mese per confrontarsi su temi sempre diversi e raccontarsi. Sia a Monza e prima ancora a Roma, sempre in un incontro dedicato alle coppie pre, ho respirato quanto sia davvero potente lo strumento dei gruppi di mutuo aiuto. Credo, infatti, che la condivisione, sia davvero fondamentale nel cammino della genitorialità.

A Roma, dove ero accompagnata da Anna Guerrieri e Francesco Marchianò, anche loro autori di contributi importanti nel libro, ricordo che davanti a tutte quelle coppie presenti, molte delle quali all’inizio del percorso, ho provato un grande senso di responsabilità. Ricordo in quell’occasione di aver sentito parlare per la prima volta del progetto sperimentale di alcune Equipe Adozioni nel Lazio, attraverso il quale le coppie nella fase di preparazione si raccontano attraverso la scrittura. Quindi come ci si racconta se si ha paura del giudizio e quanto in là ci si può spingere nel descrivere come si immagina il proprio figlio? E, poi, bisogna immaginarlo per forza?

Nel libro racconto la nostra esperienza con l’Equipe e, se pur ogni realtà è a sé, a far la differenza sono le persone e quindi anche l’approccio, la disponibilità ad ascoltarsi, a guardarsi dentro per davvero, a mostrarsi per quello che si è. Tu cosa ne pensi?

La domanda senza risposta

Al termine di una delle presentazioni, ricordo che mi si è avvicinata una coppia e lei mi ha chiesto di risponderle sinceramente a questa domanda: “L’adozione è per tutti?

“Caspita, mi fai una domanda difficile. – le ho detto – Quello che mi sento di dirvi è che è un cammino in cui è importante mettersi in discussione e che lo scombussolamento è del tutto normale. É un percorso in cui ci s’interroga molto e in cui si prende consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse. Ad un certo punto quello che si avverte come il desiderio di diventare mamma e papà, diventa uno spazio sempre più grande dove stare assieme al proprio figlio, intrecciando i vissuti, le esperienze e costruendo insieme ogni giorno”.

Il saluto più bello

Lo ricordo bene quel papà a Palermo, che ringraziandomi, mi ha chiesto di salutare anche Alex e Mattia, che anche se non c’erano, li ha sentiti presenti, proprio lì con noi, per tutto il tempo. Mi ha emozionato tanto! Grazie 🙂

Tornare

Durante ogni andata e ritorno ho sperimentato uno spazio nuovo e l’ho fatto mio. É quell’altrove dove nell’attesa di quel treno, di quell’aereo, riprendo il centro di me stessa, del mio tempo, del mio ritmo, del mio pensare lento, sapendo, intanto, che padre e figlio, sono insieme, entusiasti, di un tempo tutto per loro. Quell’altrove mi dona ogni volta pensieri nuovi, ricchezza e un sorriso in più da portare a casa, dove mi attendono gambette veloci e braccia grandi pronte a corrermi incontro per ritrovarci, ancora una volta, un poco più cresciuti.

Note di viaggio:

1. I grazie vanno alle Sezioni di Genitori si diventa che mi hanno ospitato e a tutti gli altri organizzatori degli incontri al di fuori dell’Associazione, alla casa editrice e a chi mi ha sostenuto e accompagnato anche solo con il pensiero e continua a farlo.

2. Se hai letto, oppure partecipato ad una presentazione di Su mamma, prendimi in braccio o se stai pensando di leggermi, usa i commenti per lasciarmi un tuo pensiero, mi farebbe molto piacere.

Chissà che non ci si incontri nel prossimo viaggio andata e ritorno…io lo spero!

 

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