Appartenersi

Appartenersi è la parola che continua a risuonarmi nella testa da circa un mese. Sì, dall’ultimo incontro a cui mio marito ed io abbiamo partecipato con il gruppo post adozione di Genitori si diventa. Non è semplicemente una parola, per me è uno stato d’animo che avvolge il cuore, che ti scorre sotto pelle, che ti rimane accoccolato tra le dita ogni volta che ci si tiene per mano. Quella sera parlavamo di emozioni e lo psicologo che guida il nostro gruppo ha utilizzato questa termine per sottolineare come e quanto sia importante il contatto mentale nei momenti di crisi.

Ora non fermarti al significato scritto nel vocabolario, vai oltre. Per me appartenersi significa riconoscersi, uniti da un legame d’amore reciproco. E’ una conquista nel rapporto di coppia e lo è ancora di più in quello genitori-figli.

Tra madre e figlio

Sono diventata mamma all’improvviso e al nostro primo sguardo sentii così tante emozioni tutte insieme che descriverle è impossibile.

Io e il mio cucciolo d’uomo ci siamo conosciuti poco per volta, ci siamo innamorati giorno dopo giorno di quel sentimento che pur essendo infinito, può crescere ancora. Perché camminiamo insieme, cresciamo, facciamo esperienze e scoperte. Cadiamo anche. Le emozioni non sono cosa facile, per i bambini come per gli adulti.

Nel tempo abbiamo imparato a riconoscerci: negli sguardi, nelle parole e nei silenzi, negli abbracci. Il bello dell’accompagnarci in questa vita è che ci si conoscerà ancora, giorno dopo giorno.

Esserci l’uno per l’altro

Le emozioni sono come i colori, a volte si mescolano e non si capisce cosa ne venga fuori. Non è sempre facile capirsi. E’ tutta questione di equilibrio forse. Conoscersi e riconoscersi giorno per giorno significa anche saper distinguere il capriccio, dallo sfogo per un pensiero che pesa. Anche i bambini hanno pensieri che possono pesare. Se sono adottati hanno anche una storia che li accompagna dalla nascita con turbolenze, vuoti e salite come montagne da scalare.

Così a volte in quei momenti di folle capriccio, riconosciamo tristezza, rabbia, paura. In quegli attimi la madre autorevole si trasforma in mamma comprensiva che accoglie, incassa, abbraccia e consola. A volte si piange insieme o ci si ritrova davanti ad un libro delle emozioni per capirsi, oppure si gioca con una marionetta a cui raccontiamo quello che ci sta accadendo. Altre volte si prova una gran fatica e si vivono momenti di smarrimento, perché non si riescono a comprendere la rabbia e l’oppositività di quegli istanti.

Appartenersi è accogliersi sempre, qualunque cosa accada.

 

 

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