La testimonianza di una giovane figlia adottata

<<Tu quando guardi tuo figlio, lo senti proprio tuo? >> mi ha chiesto Alessia.

Alessia è una giovane donna e figlia, adottata in Italia a pochi mesi. Ho avuto l’opportunità di trascorrere insieme a lei un paio di ore, durante le quali ci siamo raccontate e ci siamo consigliate sui nodi dell’adozione, quelli più difficili da districare. Lei in quanto figlia, con il grande desiderio di far luce sulle sue origini, certa del sostegno della sua famiglia adottiva che ama follemente. Io, mamma di un figlio che quando avrà l’età di Alessia, forse, avrà le sue stesse domande e la stessa grande sete di sapere.

La mia risposta è stata spontanea, un po’ disordinata forse, ma è il significato quello che conta.

 Quando lo guardo io so bene che è nato da un’altra mamma e da un altro papà, però posso dirti che me lo sento scorrere sotto pelle.

Nella nostra storia ci sono differenze somatiche ben riconoscibili che rappresentano una risorsa fondamentale, perché sono tutti elementi che raccontano un po’ di quelle origini di cui poco sappiamo. Poi, ci sono i sentimenti che ti fanno vivere un figlio come fossero il battito del cuore.

Alessia mi ha parlato con grande emotività di quelle differenze somatiche, nella sua storia non così tanto distinguibili, abbastanza però da cercarne un significato.

La ricerca origini

Alessia aspetta con ansia il momento in cui potrà fare istanza in Tribunale per avviare il percorso di ricerca dei suoi genitori di nascita. Sente il bisogno di dare un senso a quei tratti somatici, che da sempre nella sua vita, le persone attorno a lei hanno cercato d’interpretare. Lei ha sempre e solo potuto rispondere su quel poco che sa.

<< Io mi sento dentro delle origini che affondano le loro radici fuori dall’Italia e desidero saperne di più. – mi ha confidato Alessia con grande determinazione –  Io voglio sapere che radici ho e questo non significa che non tengo ai miei genitori, il mio amore per loro è indiscutibile. Sono pronta a qualsiasi notizia>>.

Il tema della ricerca delle origini è importante sia nelle storie di adozione nazionale, sia in quelle di adozione internazionale. E’ recente un articolo pubblicato da Repubblica che parla di una sentenza inattesa, che tutela il diritto all’identità dei figli non riconosciuti alla nascita.

La narrazione della storia

<<Quando tuo figlio sarà grande, se cercherà informazioni sulle sue origini o se vorrà risalire ai suoi genitori di nascita non sarà per rifiuto verso di voi, sarà per il forte bisogno di sapere da dove arriva>>. Alessia mi ha raccontato di sapere da sempre della sua storia di adozione e mi ha chiesto se abbiamo già iniziato a raccontare a nostro figlio la sua.

Sono sempre più convinta che non esiste il momento giusto per iniziare a narrare ai nostri figli la loro storia. Sono felice di aver cominciato presto con mio figlio. Proprio l’altra sera abbiamo aggiunto un altro tassello che mancava. Soprattutto io, ero preoccupata delle parole da usare, ma alla fine è stato semplice. Così, ora, anche il papà di nascita ha trovato il suo posto nella narrazione.

Alessia mi ha donato tanto nella nostra chiacchierata e la ringrazio per aver accettato di condividere con noi dei pezzetti della sua vita.

Se anche tu vuoi condividere la tua testimonianza, scrivimi!

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *