Quando la vita non si spiega

Durante ogni viaggio ad un certo punto si può aver bisogno di un consiglio e allora si chiede. Succede che a volte bisogna spiegare delle cose inspiegabili ai bambini che nemmeno noi grandi riusciamo a capire. Si vorrebbero le parole giuste ma non ci sono, soprattutto quando si deve spiegare la morte di un bambino.

Lo aspettavamo, la aspettavamo, faceva già parte della nostra vita anche se ancora non era venuta al mondo. Le volevamo già bene, le vogliamo bene. La pensiamo. La chiamiamo per nome.

In questa storia ci sono una mamma e un papà attenti e scrupolosi, che le volevano bene, che l’aspettavano, dei bravi dottori che hanno fatto il possibile e una piccola vita che è volata in cielo. E allora come si spiega ad un bambino che quel cuoricino ha smesso di battere quando ancora era nella pancia?

Ci siamo affidati a chi poteva consigliarci nel migliore dei modi, così ci ha suggerito di dirgli la verità, di fargli capire che purtroppo succede, che non è stata una cosa voluta.

Cosi abbiamo fatto. Eravamo tutti e tre insieme quando gli abbiamo dato la notizia, ha fatto tante domande, tanti perché e con un dito ha raccolto una delle mie lacrime. Abbiamo condiviso la tristezza di quel momento, ci siamo ascoltati. Lo abbiamo rassicurato dicendogli che si sono presi cura di lei, che lei ha lottato come una guerriera, che purtroppo non ce l’ha fatta. Ha passato tutto il giorno e quelli successivi a chiedere ancora perché e dove si trova ora e ad un certo punto ha detto:

Mamma, è una femminuccia, faceva la ballerina nella pancia, ora è una una Stella del cielo. Se era maschio, era un angiolino.

I nostri cuori si sono incontrati, si sono annodati, si sono stretti. Brilla, piccola Stella del cielo, ti vogliamo bene.

Foto scattata dal libro”Ti voglio bene anche se” di Gliori

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *