Parlare di adozione a scuola. Maestra Francesca a favore delle Linee d’Indirizzo

Parlare di adozione a scuola significa portare avanti il progetto di diffusione delle Linee d’indirizzo per il diritto allo studio dei minori adottati, ancora poco conosciute e applicate nelle scuole italiane. Nel mio piccolo continuo a dare il mio contributo in questo processo di crescita, così ho voluto far quattro chiacchiere con la maestra, Francesca Carioni che si è resa disponibile a rispondere a qualche domanda sul tema adozione e scuola.

Le Linee d’Indirizzo come strumento guida per docenti e dirigenti scolastici

“Le Linee guida sono, a mio avviso, un documento ben fatto, ricco di indicazioni operative preziose. Conoscerle è doveroso da parte dei Dirigenti ma imprescindibile per un docente che ogni giorno lavora in una classe in cui sia presente un alunno figlio adottivo. Il documento descrive l’adozione e gli aspetti potenzialmente critici nel percorso di crescita e d’istruzione del bambino, chiarendo aspetti non certo banali per chi di adozione non conosce poi molto. – spiega Francesca- Nelle Linee guida sono contenute e ben argomentate le buone prassi relative ai tempi d’inserimento, alla scelta della classe d’ingresso e alla prima accoglienza a scuola; conoscere ed attenersi a queste indicazioni significa costruire, insieme alla famiglia, un efficace e sereno approccio al percorso d’istruzione. La figura chiave del docente referente per l’Adozione, introdotta dal documento, non è ancora presente in tutti gli istituti scolastici ma rappresenta un valido supporto a sostegno della concreta collaborazione fra docenti, famiglia ed operatori che potrebbero seguire il bambino nel post adozione”.

Come diffondere le Linee d’Indirizzo in tutte le scuole italiane?

Francesca Carioni spiega: “Il documento del MIUR ha rappresentato in sé un ottimo traguardo ma, mentre in alcune zone d’Italia si lavora a protocolli più specifici che lo declinino territorialmente, in altre ancora non è proprio conosciuto. Personalmente credo sia decisiva la forza delle famiglie e di tanti docenti che sono più sensibili alla tematica o che sono al contempo genitori adottivi”.

Se sei un genitore adottivo, ti suggerisco 3 azioni necessarie:

  • Leggi le Linee Guida.
  • Consegnane una copia al dirigente scolastico della scuola di tuo figlio/a.
  • Chiedi un colloquio con il referente Adozione nella scuola.

Se sei un insegnante o un dirigente scolastico spero tu ne abbia già sentito parlare, ma in caso negativo questa è l’occasione per fare la differenza con i tuoi studenti, per il loro benessere a scuola.

Scarica ora le Linee Guida Scuola e Adozione.

 

education-548105_640

4 articoli che parlano di Linee d’Indirizzo

Continua a leggere l’intervista a Francesca Carioni.

Parlare di adozione a scuola

“Sono stata docente di sostegno ed attualmente insegno matematica ed inglese; le mie materie non si prestano molto a questa tematica ma quando spontaneamente l’argomento è capitato di certo non mi sono tirata indietro.  – riferisce la maestra Francesca Carioni – Credo che con i bambini paghi la spontaneità: tendenzialmente ascolto le loro riflessioni, quello che pensano, li lascio interrogarsi ed insieme ci ragioniamo poi serenamente. Se dovessi creare un progetto ben strutturato per parlare d’adozione partirei da una fiaba: un testo fantastico permette di veicolare significati profondi con un tocco delicato.”

Come affrontare la storia personale in seconda elementare?

Non occorrono certamente ecografie, tutine e ciucciotti per comprendere lo scorrere del tempo. Meraviglioso un percorso proposto da una collega che aveva portato ai bambini le sue foto da piccolissima, bambina ed adolescente; gli alunni si sono divertiti, si è riso un po’ e certamente si è colto il concetto dello scorrere del tempo. Se si vuole affrontare la storia personale si può partire con ricordi accessibili a tutti come, ad esempio, la foto del primo giorno di scuola. La storia personale può essere approcciata in mille modi differenti ma va ampiamente tenuto conto del proprio gruppo classe.

Credi sia più facile parlare di adozione ai bambini o agli adulti?

Amo il mio lavoro e stare con i bambini ogni giorno insegna moltissimo: loro sanno cogliere spesso una lettura differente della realtà, mai scontata, e guardare il mondo attraverso i loro occhi è sempre una nuova scoperta. Parlare di adozione con i bambini non lo definirei più facile, ma sicuramente più affascinante. Con gli adulti occorre talvolta scardinare con diplomazia qualche stereotipo interiorizzato nel tempo e, in qualche caso, non è un percorso semplice.

Il ruolo della famiglia

Che valore aggiunto danno le Linee d’Indirizzo alle famiglie e alla scuola?

Tramite le Linee d’Indirizzo vi è un’importante presa di coscienza da parte del Ministero della realtà e della specificità dell’alunno figlio adottivo troppo spesso “uniformato”, in passato, al minore straniero. Il documento indica delle procedure o buone prassi a tutela di un positivo ingresso del bambino nel percorso d’istruzione del nostro Paese; famiglia e scuola vengono guidate in un costruttivo dialogo collaborativo fin dal primo incontro e se questo è prezioso per ogni bambino lo è ancor di più in presenza di potenziali fragilità.

Cosa suggerisci alle famiglie più reticenti nel dichiarare alla scuola l’adozione del proprio figlio?

Credo che omettere un’informazione così importante sia deleterio in primis per il minore. Verrebbe sicuramente meno il patto di fiducia fra famiglia e docenti e quest’ultimi si troverebbero comprensibilmente impreparate ad affrontare possibili pensieri e riflessioni del bambino a scuola. L’adozione non è un segreto e soprattutto non può e non deve essere percepita dal bambino come un tabù, come qualcosa da nascondere. Solo condividendo quest’informazione, così come suggerito dalle Linee d’Indirizzo e dal buon senso, si gettano le basi per un sereno percorso scolastico che tenga conto della specificità di ciascun alunno.

Un ringraziamento a Francesca Carioni per il suo contributo.

Leggete le Linee d’Indirizzo!

Questo è l’invito che rivolgo alle famiglie adottive. E aggiungo, portatele al dirigente scolastico della scuola di vostro figlio. Forse le avranno lette, o forse no. Parlargliene sarà comunque un buon punto di partenza.

Comments 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *