Parole sotto l’albero

Quest’anno sotto il nostro albero di Natale abbiamo trovato due lettere, una per tutta la famiglia da parte di Babbo Natale e una per mio marito…chissà chi le avrà scritte… 😉

Le parole scrigno

Babbo Natale ci ha scritto parole meravigliose e tra queste:

Mi piace credere e continuerò a farlo che stringersi stretti e dirsi ti voglio bene sia l’incantesimo più bello, la magia più colorata che si possa donare.

Le parole possono essere come degli scrigni e portare al loro interno il più prezioso dei tesori, oppure nulla. A me piace riempirle di emozioni, almeno ci provo, spesso raccontando storie. Per esempio l’ho fatto con il libro che ho scritto ( e che sarà pubblicato in primavera 🙂 ), raccontando la nostra storia di adozione, da quando abbiamo scoperto di non poter avere figli di pancia a quando abbiamo aperto le braccia all’adozione, fino all’incontro con nostro figlio.

Stasera ho deciso di farti i miei auguri di Natale mettendo alcune parole sotto l’albero, anche sotto il tuo. E se non l’hai fatto, puoi metterle dove vuoi, sotto il cuscino, nel cassetto o tenerle strette nel cuore se ti fa piacere, ne sarei felicissima.

La cesta dei tesori

Quest’anno ho vissuto importanti cambiamenti e in ciascuno di essi ho colto un grande unico valore, quello dell’affetto delle persone che mi circondano, quelle vicine e quelle lontane, quelle che sanno esserci sempre. Con queste persone ho scambiato pensieri, nemmeno tutti felici a dire il vero, ho condiviso sia i momenti di gioia che quelli più difficili, di confusione e sconforto. In questo anno ho riscoperto alcune parole su cui ho riflettuto molto e a  cui ho dato nuovo valore. Ho pensato al loro vero significato, quello pieno e ho deciso di metterle in una cesta dei tesori.  Alcune le voglio condividere oggi con te.

Ascolto

Prima di diventare mamma non mi ero mai soffermata sul profondo significato di questa parola che va ben oltre quello a cui siamo abituati a pensare. E’ di più, molto di più. Ho iniziato a pensarci nel percorso post adozione che abbiamo fatto mio marito ed io, in cui si è parlato di genitorialità e dell’adozione che è entrata nella nostra famiglia. Sì perché accogliere nostro figlio ha significato accogliere lui, la sua storia e le sue origini ed è un qualcosa di reciproco, un adottarsi in divenire.

Credo che per crescere come famiglia occorra giorno dopo giorno far proprio questo pensiero e sapersi conoscere e riconoscere per accogliersi davvero, per costruire quel legame che non nasce semplicemente da un abbraccio. Ho capito che è un appartenersi che nasce dallo stare in contatto, quel capirsi, accettarsi ed esserci l’uno per l’altro qualunque cosa accada. Mi rendo conto che questo stare in contatto sia una cosa così grande che credo debba essere coltivata nel tempo. A volte vorrei fosse qualcosa che si potesse studiare, sarebbe più facile…invece no, perché non è una strategia ma è linfa per nutrire il rapporto con i nostri figli.

Rallentare

Trovo sia un ingrediente necessario per poter nutrire il legame con l’ascolto di cui ho parlato prima. Mi sono resa conto che nel mio andar veloce, nel cercare risposte, soluzioni e nuove domande ho perso di vista sfumature importanti ed è ora di rallentare. Credo che solo così si possa allargare il proprio pensiero, crescere e godere anche di un po’ di leggerezza.

Anche mio figlio è un tipetto a cui piace un sacco andare veloce. 100 ne fa e altre 100 ne pensa, naturalmente correndo e chiacchierando nel frattempo. Eppure i libri hanno il potere magico della lentezza e noi lo abbiamo riscoperto insieme. Ci fermiamo, ci accoccoliamo e leggiamo. Dalle letture nascono tante emozioni da vivere insieme e condividere. Le parole più strane che incontriamo ci fanno sempre ridere moltissimo.

L’ultimo che abbiamo letto è “Chiedimi cosa mi piace” di B. Waber ( cliccando sul titolo sarai proiettato sulla recensione che me ne ha fatto innamorare, pubblicata sul blog Galline Volanti, che si occupa di libri per bambini e ragazzi). Lo trovo straordinario!

A proposito del rallentare ho in mente un articolo a cui sto lavorando e che pubblicherò prossimamente.

Tolleranza

Se per crescere come famiglia ci vogliono ascolto e un po’ di lentezza, non può mancare la tolleranza, ovvero quella  capacità di rispettare e accettare idee e comportamenti che ci piacciono di meno o per nulla, riconoscendo in quello che per noi è un errore, un’opportunità di dialogo.

E tu cosa ne pensi? Quali parole metteresti nella cesta dei tesori?

Io aggiungo i miei più sinceri auguri di buone feste, con la speranza che ogni giorno ognuno di noi possa riconoscersi del tempo per ritrovarsi negli sguardi e negli abbracci delle persone che ama.

 

 

 

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