Il racconto di un padre

Alcuni mesi fa ho conosciuto Luca e i suoi figli. Quel giorno ho rivisto sua moglie, una cara amica che non vedevo da tempo e abbiamo trascorso qualche ora tutti insieme a chiacchierare. Due famiglie, età e storie diverse, tutti e 7 belli e adottati, genitori e figli. Già qualche tempo prima avevo detto alla mia amica che volevo intervistare suo marito, per raccogliere la sua testimonianza di papà “esperto” con due figli ormai grandi. Quel giorno ho avuto la conferma che il contributo di Luca sarebbe stato prezioso; ho avvertito una bella complicità famigliare ed è stato bello passare del tempo con loro. Dopo qualche settimana ci siamo rivisti e l’ho intervistato.

Papà Luca si racconta

Come hai vissuto il primo cammino adottivo da quando è maturata la scelta dell’adozione all’incontro? E il secondo?

Ho sempre avuto l’idea dell’adozione e l’ho sempre vissuta più positivamente rispetto alla possibilità della fecondazione. Il primo percorso adottivo lo ricordo come un momento di grande attesa e di gioco, immaginando cosa avrei potuto fare con mio figlio. La dimensione del fare per me è sempre stata molto importante rispetto al mio ruolo di padre. Nel tempo dell’attesa ho provato anche una grande ansia a causa dell’incertezza e delle dinamiche relative all’iter adottivo nel Paese dell’Est Europa dove abbiamo adottato, poi la grande gioia del primo incontro. Nel secondo percorso invece c’era maggiore consapevolezza: la situazione del Paese asiatico a cui ci eravamo rivolti era molto più tranquilla e ci siamo sentiti accompagnati e seguiti dall’Ente.

Quando hai sentito per la prima volta di essere diventato papà dei tuoi figli?

Nel corso del primo anno con mio figlio (aveva circa 5 anni) ho sentito che qualcosa stava cambiando, che per lui andavamo bene come genitori e che aveva sentito di potersi affidare a noi. Per mia figlia è stato diverso, era più piccola (quasi 3 anni) ed è stato più istintivo per lei affidarsi ad un adulto. Quanto a me, la naturalezza dell’essere genitore è arrivata tanti anni dopo con entrambi i miei figli.

Come matura il pensiero dell’adozione nel tuo essere padre, mentre crescono i tuoi figli?

L’adozione diventa sempre meno rilevante nelle dinamiche famigliari, è più una questione personale dei figli. L’importante è passargli il messaggio che si può parlare di tutto, poi sono loro che se vogliono portano l’argomento. Aldilà dell’adozione, con tutti i figli bisogna tener presente che non devono realizzare le nostre aspettative e come genitori non dobbiamo imporre le nostre scelte ma semplicemente stare in osservazione ed esserci.

Riflessioni sulla genitorialità

Quali sono le risorse che secondo te sono fondamentali nel rapporto genitori- figli? E quando ci sono delle difficoltà?

Credo che sia importante essere autentici, senza essere ideologici. Quello che si dice deve essere quello che si pensa e l’esserci si deve intendere come presenza sia fisica che mentale, anche nei momenti di difficoltà quando si è argini e quando, se tuo figlio si perde, tu sei lì per riprenderlo.

Pensando alla genitorialità come ad un viaggio, al cammino fatto con tua moglie fino ad ora e a quello che verrà, c’è qualcosa che cambia durante il viaggio, nel viverlo e nel guardare in avanti?

L’autenticità è una base fondamentale in cui crediamo molto. Certo, nel tempo ci sono state anche discussioni e stili educativi diversi ma abbiamo entrambi sempre creduto che l’esserci sia una risorsa imprescindibile.

Ringrazio Luca per essersi raccontato, condividendo con noi la sua esperienza con uno sguardo spinto verso l’orizzonte, perché come mi ha detto durante l’intervista: “La genitorialità è un continuo mutamento”.

Parlando con lui mi è tornata alla mente una frase che ha detto Massimo Recalcati nella puntata dedicata al padre di Lessico Famigliare, la trasmissione di Rai 3, in cui diceva che quando c’è un legame, un’intesa tra i due genitori, c’è più ossigeno. Io credo si tratti di quello star bene che si respira e rende l’atmosfera più leggera e l’intesa più forte. Si gioca in coppia, giorno dopo giorno e in continuo divenire.

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