Stare al mondo

Stare al mondo è qualcosa che impariamo strada facendo, sempre un poco di più, giorno dopo giorno. Prima lo impariamo da figli e poi, crescendo, diventando genitori e a nostra volta insegnandolo ai nostri figli.
Stare al mondo è qualcosa di straordinariamente denso e intenso, che ci mette a nudo nella relazioni, soprattutto da bambini quando si riesce davvero ad essere autentici con semplicità.

Genitori, figli e tutto il mondo attorno

Come genitori abbiamo un ruolo fondamentale perché trasmettiamo ai figli, i nostri valori e insegniamo loro attraverso i nostri comportamenti, anche quando sbagliamo e sperimentiamo, ancora e ancora.
Non si tratta di regole, istruzioni o spiegazioni, ma di una comunicazione silenziosa che passa attraverso il non verbale. Così, nella relazione con loro, ci si influenza reciprocamente e noi, mamme e papà, mescoliamo un po’ del modello genitoriale che abbiamo assorbito da figli e un po’ di quella parte adulta con cui ci autorizziamo ad essere genitori più consapevolmente. Mentre ce ne accorgiamo (se ce ne accorgiamo), i figli crescono e intessono relazioni sociali dove portano tutto loro stessi e agiscono, sperimentandosi, in un ambiente che li sollecita con richieste, aspettative e molto altro.

Nelle relazioni

I bambini si cercano e si riconoscono tra pari, quelli in cui si riflettono e si ritrovano, accogliendosi e, anche, accendendosi, a volte, insieme, come fiamme. Stare al mondo significa per i bambini potersi sperimentare attraverso l’altro, piccoli e grandi.
Così gli adulti di riferimento, ognuno nel proprio contesto (genitori, nonni, zii, insegnanti, ecc) agiscono, guidando i bambini nelle relazioni, mostrando direzioni possibili, facendosi esempio vivente. Agiscono facendo dell’acqua, della terra, della luce, ma anche della tempesta, risorse per crescere e imparare, ma solo se sono al loro fianco per davvero.

Tutti hanno diritto a stare in questo mondo tondo

Stando al mondo, i bambini si trovano a prendere le misure di un ambiente intorno fatto di altri grandi, alcuni purtroppo giudicanti, che li guardano, osservandoli nel loro saper essere adeguati alle situazioni (o non esserlo) e facendone quasi un’abilità, che se ce l’hai, stai dentro, altrimenti meglio se stai fuori. Per fortuna, ci sono loro, i più piccoli ( e gli adulti da cui lo hanno appreso) che sanno accovacciarsi all’altezza dell’altro, tendendogli la mano per portarlo nel cerchio e lì, stare insieme.

Camminare

Per me, mamma, stare al mondo significa camminare al fianco di mio figlio, anche quando la strada si fa tortuosa e faticosa. Significa fermarsi insieme e guardarsi intorno, cogliendo colori in tutte le sfumature e, nei nuovi incontri, occasione per crescere, stupirsi, parlarsi e poi, conoscersi e riconoscersi. E, ancora, significa stare insieme a lui e insegnargli la libertà di esprimere il proprio pensiero nel rispetto dell’altro, il potere del dialogo e l’ascolto, per imparare che, per essere ascoltati, occorre prestare ascolto. Significa saper accettare quei no che fanno crescere e guardare oltre, spingere lo sguardo sempre un po’ più in là e correre insieme, o semplicemente guardarlo correre mentre i suoi occhi si accendono di felicità. Quanto altro ancora?!
Stare al mondo è un viaggio. Noi, continuiamo a viaggiare.

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