M.A.D. e le storie di adozioni difficili

“M.A.D. Mamme Adottive Disperate – Storie complicate di adozioni difficili” è il libro nato dalle esperienze di vita reale e dalle testimonianze di mamme sofferenti davanti al dolore e alle difficoltà dei propri figli. Le storie di adozione a volte si complicano, i rapporti iniziano a traballare e i fantasmi del passato continuano a ferire. Chiedere aiuto, trovare comprensione e sostegno è davvero fondamentale.

“M.A.D. Mamme Adottive Disperate” con le parole dell’autrice

Ho intervistato l’autrice Mariagrazia La Rosa per saperne di più e parlare insieme del “lato oscuro dell’adozione”.

Come è nato il libro?

Il libro e’ nato dall’idea di “fermare su carta” le storie e le conversazioni che si sono sviluppate in uno spazio virtuale “speciale”. Si tratta infatti di un forum segreto (per motivi di privacy), creato da una mamma in difficoltà per incontrare altre madri che vivevano la stessa condizione. Uno spazio dove mamme, già provate da situazioni anche molto difficili vissute con i loro figli, hanno sentito l’esigenza di potersi confrontare liberamente con persone che comprendono e non giudicano.

Quale messaggio vuole trasmettere?

Il libro vuole rappresentare le difficoltà della crisi adottiva, cosi’ come viene vissuta giorno per giorno dai genitori e dai ragazzi. L’obiettivo e’ proprio quello di sensibilizzare, far luce su quello che può accadere, per far capire quali enormi complessità vengono affrontate, e con quanto impegno e coraggio; per spezzare il cerchio della vergogna e far si’ che le famiglie in crisi trovino il coraggio di alzare la testa e chiedere aiuto. Prima ancora che per dare indicazioni, il libro e lo spettacolo nascono per informare, squarciare il velo e creare una rete di comprensione e sostegno.

Lo spettacolo teatrale

“M.A.D. Mamme Adottive Disperate – Storie complicate di adozioni difficili” sarà in scena a Milano al Teatro Spazio Avirex Tertulliano dal 24 al 28 maggio. Sara’ ispirato al libro e riprenderà i dialoghi sui temi della crisi adottiva, raggruppandoli su tre attrici protagoniste. Sara’ una commedia brillante e irriverente; un coro di voci, di sguardi, di paure che attraverserà la scena in un crescendo di emozioni e trasmetterà prima lo sbigottimento delle mamme, sopraffatte da situazioni inattese e mai immaginate per la propria famiglia, e poi la loro capacita’ di reagire e di rafforzarsi nelle difficoltà. E’ un progetto della Compagnia Teatrouvaille, con Margo’ Volo e Paola Giacometti per la drammaturgia di Tobia Rossi.

Per approfondire

Ecco alcuni link per poter scoprire di più su questo libro di storie di adozioni difficili.

Leggi le storie di adozioni difficili

Quali sono i fantasmi dell’adozione?

I bambini adottati hanno sperimentato l’abbandono, l’incuria e a volte i maltrattamenti nei primi anni di vita, quando si formano le capacita’ affettive e le mappe relazionali. Chi doveva proteggerli li ha invece minacciati e allontanati, e la rappresentazione delle relazioni che si e’ formata nella loro mente e’ capovolta. Hanno sviluppato in varia misura il disturbo di attaccamento, che li rende oppositivi e diffidenti. Non accettano gli obblighi e i divieti, che riattivano in loro i traumi dei maltrattamenti. Spesso la loro autostima e’ molto bassa: “Sono stato abbandonato, quindi non valgo niente” e’ l’equazione che può spingerli, da adolescenti, a frequentare gli ambienti più rischiosi, ai margini della vita sociale. Spesso portano con se’ una rabbia profonda, che si esprime con incredibili manifestazioni di forza e di rancore. Tutti questi “fantasmi” spesso restano quieti e silenziosi per diversi anni, per esplodere in maniera più o meno violenta quando arriva l’eta’ ingrata, l’adolescenza.

Esistono strategie che se attuate avrebbero potuto evitare lo scatenarsi di certe situazioni?

Non esistono ricette, la soluzione dei problemi di personalità e di comportamento può venire soltanto dagli stessi ragazzi. E’ possibile pero’ favorire il cambiamento. Certo, è necessario disporre degli aiuti necessari che esistono. Riguardo alla prevenzione, certamente un bambino che già manifesta un disturbo oppositivo provocatorio può trarre beneficio da terapie psicologiche e farmacologiche opportune. Così anche per il disturbo di attaccamento che si manifesta attraverso sintomi riconoscibili. I genitori possono prepararsi ad affrontarlo cercando sostegno presso altre famiglie, specialisti o centri di supporto. Questo non da’ garanzie per il futuro, ma sicuramente può aiutare.

E se scoppia la crisi?

La cosa più importante e’ spezzare il cerchio della vergogna, non avere paura di chiedere aiuto se nonostante tutto la crisi scoppia.  E nei casi estremi non avere paura anche di un allontanamento temporaneo. Il collocamento temporaneo in comunità moltiplica le risorse a disposizione dei ragazzi: ci sono educatori, psicologi, ma soprattutto opportunità di stage, sport, volontariato. Una rete di strutture collegate che mettono a disposizione risorse positive per un cammino di recupero. E il legame con i genitori non si rompe, ma anzi si rafforza. Non bisogna avere paura, ma rivolgersi con fiducia alle istituzioni, sempre nell’interesse del ragazzo, che e’ anche quello di tutta la famiglia.

C’è la luce in fondo al tunnel?

Le mamme protagoniste del libro sono tutte diverse, e sono anche in momenti diversi della loro storia. Alcune hanno attraversato l’inferno, hanno i figli in comunità e incominciano a vedere progressi importanti. Altre hanno visto dividersi la famiglia e, oltre al dolore per la separazione, devono sostenere da sole nella crisi tutte le responsabilità. C’e’ quella che affronta la rabbia del figlio per il suo handicap fisico, quella già nonna che deve proteggere la figlia e le nipotine. C’e’ chi ha già visto tornare il figlio dalla comunità, e può incoraggiare le altre con i suoi consigli e con la sua esperienza. Tutte vivono lo stesso dolore, ma tutte conservano la tenacia e la speranza di riuscire ad accompagnare i figli verso l’eta’ adulta aiutandoli a diventare persone responsabili ed equilibrate.

Le M.A.D. a quali supporti si sono affidate per affrontare le difficoltà con i propri figli?

A volte anche soltanto parlare dei problemi che incontrano, aiuta le mamme a trovare risorse insospettate in se stesse, donne apparentemente fragili ma in realtà fortissime. Nel forum, le mamme trovano conforto, consigli e indicazioni pratiche. E, quando serve, trovano soprattutto il coraggio di chiedere aiuto: chi rivolgendosi ai servizi sociali, chi direttamente al Tribunale con un esposto, chi a supporti privati, chi alla Polizia, anche denunciando i propri figli se occorre. Sono naturalmente casi limite, ma quando i figli stanno scivolando su un piano inclinato, con comportamenti rischiosi e illegali, bisogna fermarli. Le mamme fanno anche questo, quando e’ necessario, con dolore ma con la certezza di avere fatto la cosa giusta.

Ci sono momenti difficili ma anche molti progressi, alti e bassi dei ragazzi che si riflettono sulla fiducia delle mamme nel futuro; ma tutte cercano “la luce in fondo al tunnel”, combattono con un impegno e una forza enorme, “non cedono un solo millimetro del loro amore e sono pronte per l’ennesimo abbraccio di protezione materna verso i loro figli”.

Un grande ringraziamento a Mariagrazia La Rosa che ci ha parlato di “M.A.D. Mamme adottive disperate”, un libro che scuote fortemente e fa riflettere.

 

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