“Storie di mamme…storie di figlie” per parlare di adozione

Non ho mai scritto di “Storie di mamme…storie di figlie“, dell’incontro speciale di due narrazioni che dal primo momento si sono incastrate perfettamente, proprio come tessere di puzzle.  Ho deciso di scriverne ora perché in queste settimane segnate dall’emergenza Coronavirus, ogni arcobaleno di speranza può illuminare le nostre giornate e a me, pensare a questo incontro, fa stare bene. É l’incontro speciale tra Sara Anceschi, me e i nostri libri e, te lo voglio raccontare attraverso le belle emozioni che lo rendono unico ogni volta che si ripete. Mi piace ricordarle, sapendo che presto torneremo a viverle insieme, appena questo brutto momento sarà finito.

Le nostre storie

La prima volta che ci siamo raccontate insieme risale a novembre 2019, ospiti dell’Associazione Genitori si diventa – Sezione di Parma – Reggio Emilia. Di questi incontri ce ne sono stati altri, in altre città, tra cui quello tenutosi a Fino del Monte ( BG) con GSD Punto Informativo di Clusone e a San Mauro Torinese. Il titolo scelto ci è piaciuto subito, il formato a due voci, anche. Entusiaste, ci siamo trovate, calorosamente accolte, l’una accanto all’altra, con i nostri libri “Su mamma, prendimi in braccio” e “Mamma, tu in che pancia sei nata?“, pubblicati per la Collana Genitori si diventa – Edizioni ETS.

Qualche giorno prima ci eravamo ritrovate per definire la scaletta e più segnavamo gli argomenti, più ci accorgevamo che le nostre esperienze, seppur diverse, avevano molti punti in comune che aprivano riflessioni importanti.

L’adozione dal punto di vista di una mamma e di una figlia

Io sono diventata mamma con l’adozione; Sara ha scoperto cosa significa essere figlia attraverso l’adozione. Entrambe giovani donne, con tante risorse e qualche fragilità, condividiamo la bellezza dell’essere madri, anche attraverso le domande dei nostri figli, coetanei, che esplorano il loro mondo, la loro storia, attraverso di esse.

Sara ed io ci siamo conosciute quattro anni fa, durante la festa estiva dell’Associazione Genitori si diventa nella nostra città. Poi, ci siamo ritrovate qualche anno dopo, quando Sara ha inviato il suo manoscritto alla redazione della Collana editoriale GSD, un gruppo di volontari di cui faccio parte. Così ho avuto l’onore di leggerlo e poi, successivamente, di partecipare alla fasi di revisione bozza e pubblicazione. Mentre io cominciavo a presentare “Su mamma, prendimi in braccio” in diverse città, il libro di Sara prendeva forma.

Dopo un anno ci siamo ritrovate alla prima, nostra, doppia presentazione per parlare di adozione e genitorialità e lo abbiamo fatto attraverso tre parole chiave: viaggio, percorso, narrazione.

Adozione e genitorialità

I protagonisti delle nostre storie di adozione sono le emozioni in tutte le sfumature e gli incontri. Eccone un assaggio.

Viaggio

Nei nostri incontri raccontiamo di quelle emozioni annodate che talvolta scombussolano la vita, causate da eventi imprevisti, a volte dolorosi come la perdita, e di desideri come quello della maternità e del bambino immaginario che culliamo nella nostra mente. Sara lo racconta in modo sincero, confidando ai lettori che il suo primo bimbo lo ha sempre pensato scuro come lei. Io, come scrivo nel libro, quando ho immaginato mio figlio per la prima volta, ho sentito la risata di un bimbo piccolissimo.

Percorso

In “Storie di mamme…e di figlie”, Sara ed io raccontiamo delle tappe dell’adozione nazionale e di quella internazionale, di quali sono i percorsi e del tempo dell’attesa, tanto variabile, quanto intenso, fino all’arrivo del gran giorno, quello in cui si diventa genitori.

Mamme che si raccontano

Pur essendo viaggi diversi, diventare mamma è un’esperienza che azzera ogni pensiero. Nella sua grandezza, riduce tutto ai minimi termini, ovvero l’amore mescolato alla sensazione che la domanda sarò all’altezza?  ti lascia addosso. Emozioni e pensieri si trasformano più e più volte, tentano invano di prendere ciascuno il loro posto, ma è solo il tempo a renderci più consapevoli, poco per volta.

Sin dalla prima volta, ho sentito il racconto di Sara come un dono. Lei, attraverso le pagine del suo libro “Mamma, tu in che pancia sei nata?” confida che la maternità le ha concesso di rileggere la sua storia di adozione e che l’adozione stessa è un’esperienza della vita che in alcuni momenti torna, muovendo pensieri. Accade da adulti come  durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza e, nelle tante possibili storie, mentre si cresce, ci si interroga su di sé e sul mondo attorno, ridiscutendosi innumerevoli volte, costruendo e ricostruendo strade, ponti, muri e navicelle per andare e tornare. Mentre Sara si racconta, durante questi incontri, il pubblico la ascolta e fa domande. Nel suo racconto si sente tanto la forza del rapporto con i suoi genitori, il dialogo, l’ala alzata sempre pronta ad offrire riparo. Ascoltandola, mi capita di fermare lo sguardo sulle persone del pubblico e notare, sopratutto tra i genitori dei figli più grandi, quanto molti di loro cerchino di afferrare le sue parole e di stringerle tra le mani come gemme di speranza per il futuro. Intanto, nelle parole di Sara percepisco quanto l’età adulta conceda tempo e spazio per guardare con la giusta distanza quel prima che appare, talvolta, sfocato, attraverso molteplici lenti e con priorità e misure diverse, a seconda del momento di vita che si sta vivendo.

Narrazione

Oggi come mamma di un bimbo ancora piccolo mi chiedo come le sue domande e i suoi pensieri gli si poggino dentro. Mi chiedo cosa, il nostro stare insieme, anche nel dialogo, stia costruendo e come. Penso anche all’importanza della narrazione, argomento su cui spesso mi confronto con Sara – durante le nostre presentazioni a due voci e nelle nostre chiacchierate tra amiche- parlando delle domande che i nostri figli ci fanno, anche le più inaspettate e quelle senza un vero punto interrogativo, con cui cercano di sentire se siamo lì con loro. Come spesso confido al pubblico che ci ascolta, credo che quei momenti siano grandi occasioni di nutrimento del legame che ci lega ai nostri figli, per tutti i genitori.

“Storie di mamme…e di figlie” ci regala ogni volta nuovi incontri e sguardi emozionati che ci rimangono dentro. Io la chiamo bellezza, con la speranza di poterla presto rivivere.

Libri GSD e Collana editoriale

Per saperne di più sui libri di cui ti ho parlato in questo articolo, ti invito a consultare il sito web di Edizioni ETS, dove potrai leggere la scheda informativa e l’anteprima. Sono entrambi disponibili anche in formato ebook.

Per informazioni su tutti i volumi della Collana Editoriale Genitori si diventa – Edizioni ETS vai su www.genitorisidiventa.org/. Ti propongo qui qualche recensione:

 

 

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