Un po’ di ordine tra i pensieri di una mamma adottiva

Affido a questo blog i pensieri che ultimamente affollano la mia mente, sapendo che condividerli con te che stai leggendo è un coming out di uno stato d’animo in fermento.

Voglio parlare della mamma di nascita di mio figlio, a cui ho rivolto altre riflessioni su questo spazio virtuale.

Quando cammino per strada osservo le donne che mi fanno pensare a quelle origini, che ci sono state appena accennate. Le stesse che ho visto oltre un anno fa in un ospedale. Ricordo che ero andata a trovare un’amica che aveva appena partorito, ero con mio figlio e con mio marito. In quella stanza c’era una mamma con il suo bimbo appena nato. Lo proteggeva, quasi nascondendolo come il suo tesoro più prezioso. I suoi tratti rimandavano a lei, quel bambino rimandava al nostro. Avevo pianto, tanto.

Io non so chi sia, non conosco la sua storia. Conosco la sua forza perché scorre nelle vene di nostro figlio. Una grande tenacia, una forte determinazione. Forse, senza, non sarebbe mai venuto al mondo.

Come penso alla mamma di nascita di mio figlio?

Ci penso e basta, nel bene perché gli ha dato la vita. Senza idealizzarla, senza renderla un’eroina visto che comunque di abbandono si tratta. Un abbandono che hanno vissuto tutti e due. Quello strappo che immagino come una grande sofferenza, che appesantisce il respiro. E poi, quei suoni, le vibrazioni e gli odori che rimangono impressi nell’anima. Mi domando come si possono essere conservati dentro mio figlio quelle sensazioni tanto impercettibili, quanto reali.

Vorrei sapere di più ma non posso. Vorrei avere altri tasselli per accompagnare mio figlio nella crescita di quelle origini, nella sua mente e nel cuore. Sono certa che si parli di una e una sola storia, la sua, che ha bisogno di continuità affinché due appartenenze si leghino insieme.

A tante domande, né io, né mio marito potremmo dare risposte.  Ci saranno tanti “non lo so”, ma ci saranno perché sin dai primi momenti in cui abbiamo iniziato a parlargli della sua storia, abbiamo lasciato la porta aperta a qualsiasi domanda. Ogni tanto chiede e noi rispondiamo, con il poco che abbiamo.

Pensieri in maturazione

Qualche giorno fa ho partecipato ad un incontro del gruppo post adozione e nel parlare del diritto di sapere, lo psicologo ci ha parlato del diritto alla serenità. Mi sono resa conto che questo mio pensiero che corre spesso alla mamma di nascita di mio figlio è dovuto, forse, al mio desiderio d’informazioni per sentirmi adeguata a rispondere a tutte le domande che verranno e capace di colmare quel vuoto che potrà far male. Forse, assicurare e riconoscere a mio figlio il diritto alla serenità ( circa le sue origini) è ben altro. Qui mi fermo per avere più tempo per nuove riflessioni.

Quanto vociare nella mente e nel cuore, quanti interrogativi. C’è tanto su cui riflettere e a volte liberare i pensieri aiuta, così come le lacrime che a volte scorrono e svuotano. Parlarne fa bene, anche quando le parole si rincorrono un po’ confuse.

 

 

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