Una riflessione sulla figura del papà

Se nelle storie adottive ci sono due mamme, una di nascita e una adottiva, per quanto riguarda le figure paterne, oltre al papà di cuore, di quello di nascita non se ne parla mai.

Eppure i bambini nelle loro associazioni hanno un quadro ben chiaro dei loro punti di riferimento e dove vedono una mamma cercano un papà e viceversa. Come nelle favole, anche nella quotidianità osservando il mondo esterno utilizzano questa logica.

Mio figlio è un esempio.  Sfogliando i suoi libri e ascoltando le favole cerca tutte e due le figure, sempre. Una costante che si ripete.

Questo aspetto è fondamentale e da considerarsi irrinunciabile nella narrazione della storia adottiva che si racconterà ai nostri figli. Che i protagonisti siano persone o animali è indifferente, l’importante è che oltre ai genitori adottivi, vengano rappresentati e raccontati entrambe i genitori di nascita, anche se di loro si sa poco o nulla. In caso contrario ritengo che si possano creare situazioni poco chiare e destabilizzanti.
Su questo punto mi piacerebbe interpellare un professionista del campo. Se tra i lettori ci sono psicologi fatevi avanti, vi invito a darci una vostra lettura.

Voi genitori adottivi presenti e futuri cosa ne pensate?

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